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Aforismi di A. Schopenhauer

11-18

 
ARTHUR SCHOPENHAUER
 filosofo tedesco (1788-1861)
 

 

"Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare con loro"

 

"La bellezza è una lettera aperta di raccomandazione che conquista subito i cuori" 

 

"L’affettare una qualità, il gloriarsene, è un confessare che non la si possiede" 

 

"Che cosa si può pretendere da un mondo in cui quasi tutti vivono soltanto perché non hanno il coraggio di suicidarsi!"

 

"È la cattiveria il collante che tiene insieme gli uomini. Chi non ne ha abbastanza si distacca" 

 

"Ogni innamoramento, per quanto etereo voglia apparire, affonda sempre le sue radici nell’istinto sessuale. [...] Se la passione del Petrarca fosse stata appagata, il suo canto sarebbe ammutolito" 

 

"Nessuno si è mai sentito felice nel presente, a meno che non fosse ubriaco" 

 

"Chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, poiché soltanto quando si è soli si è liberi"  

1-10

 
"I veri grandi spiriti costruiscono, come le aquile, i loro nidi a grandi altezze, nella solitudine" 
 
"Gli amici si proclamano sinceri; i nemici lo sono; si dovrebbe quindi far tesoro del loro biasimo, come di un'amara medicina, per conoscerci meglio"

"Ci sono poche cose che infallibilmente mettono di buon umore la gente come il racconto di una grave disgrazia che ci ha appena colpiti o la confessione di una qualche debolezza personale che chi ci ascolta ignorava"

"Ognuno vede nell'altro solo quel tanto che egli stesso è, perché può percepirlo e comprenderlo solo nella misura corrispondente alla propria intelligenza. Perciò ogni stima è il prodotto del valore dello stimato per la sfera conoscitiva dell'estimatore"

"All'uomo di spiccate doti intellettuali la solitudine offre un duplice vantaggio: primo, stare con sé stesso; secondo, non stare con gli altri"

"Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro incapacità di sopportare la solitudine, e in questa sé stessi"

"Nella solitudine il miserabile avverte tutta la propria miseria, il grande spirito tutta la propria grandezza"

"La vista di qualità preminenti di solito provoca la rabbia segreta di chi non vale niente"

"La superbia è la ferma convinzione del proprio superiore valore; la vanità invece è il desiderio di suscitare negli altri tale convinzione, per lo più accompagnata dalla segreta speranza di farla diventare una convinzione propria. Per conseguenza la vanità rende loquaci, la superbia silenziosi"

"La gente comune pensa semplicemente a ‘passare
’ il tempo, chi ha qualche talento a come ‘utilizzarlo’"