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Barzellette sui siciliani

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Turiddu torna a casa e consegna la pagella al padre: italiano: 10; matematica: 10; storia: 10; filosofia: 10... il papà, senza nemmeno finire di guardare la pagella, spara un colpo di lupara al figlio.

La mamma di Turiddu, sentendo lo sparo, si precipita dalla stanza accanto e, di fronte alla terribile scena, chiede spiegazioni al marito, il quale, in lacrime ma deciso, risponde:

- Cammela, questo sapeva troppo!

 

 

Un siciliano va dal medico.
- Dottore, me la faccio sotto tutte le notti!
- Incontinente?
- No, no, qui a Catania.

 

 

Un camionista siciliano viene fermato da agenti della Polizia Stradale per un controllo del carico trasportato. Un agente domanda:

- Che cosa trasporta?

L'autista risponde:

- Calcolatrici.

L'agente invece trova pistole, bombe, coltelli e altre armi; quindi domanda:

- Sarebbero queste le calcolatrici?

E il camionista:

- Noi in Sicilia così facciamo i conti!

 

 

Al termine degli esami di terza media il figlio del siciliano torna a casa. Il padre gli domanda:
- Allora, figghiu, promosso fosti?
- No, patri.
- E come fu?
- Mi domandarono chi fu che ammazzò Giulio Cesare, e io niente risposi! Poi mi domandarono chi fece il ratto delle Sabine, e io ancora niente risposi! Quando ancora mi domandarono chi ferì Garibaldi al piede, io muto come un pesce restai... e mi bocciarono, sti fitusi!
- Non ti preoccupare, figghiu, bocciato fosti, ma picciotto d'onore sei!