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Pensiero 21

I favori illeciti nella Pubblica Amministrazione

 

Ammettiamo che Tizio sia un impiegato pubblico e che uno sconosciuto gli chieda un favore illegittimo (cioè non consentito dalla legge) che lui gli può fare in forza del posto pubblico che occupa; ad esempio, Tizio è un insegnante e lo sconosciuto gli chiede di promuovere un alunno che non merita di essere promosso.

In questo caso il problema non sussiste: Tizio risponde di no.

Il problema invece si pone se il favore a Tizio non lo chiede uno sconosciuto, bensì un amico o comunque un conoscente. In questo caso Tizio si trova combattuto tra due fuochi: da un lato è tentato di negare il favore, perché è illecito; dall’altro lato si sente spinto a soddisfarlo perché, malgrado sia un favore illecito, teme di deludere la persona che glielo ha chiesto.

A mio parere, la soluzione migliore a questo problema è quella di non chiedere mai favori illegittimi, né a sconosciuti né, tanto meno, ad amici o conoscenti.  Ma non tutti riescono a capire questo: molti, infatti, si sentono autorizzati a chiedere questo tipo di favori illegittimi “perché”, essi rispondono, “ormai in Italia, si sa, funziona così: sono tutti disonesti, e chi non si comporta da disonesto è un fesso”.

Invece io sostengo che chi crede fermamente nei propri ideali non si fa influenzare dalle cattive abitudini della società contemporanea; inoltre egli non è un fesso, in quanto comportandosi da onesto è vero che avrà forse rinunciato a tanti vantaggi materiali, ma in compenso avrà fatto felice la propria coscienza!

 

25 maggio 2012

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