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Pensiero 25

Sulle critiche maligne


Chi pensa male di te oppure parla male di te a tua insaputa, dimostra di arrogarsi il diritto di giudicarti e condannarti senza darti la possibilità di difenderti.
Inoltre, ammesso che le sue critiche siano giuste, non ti dà la possibilità di migliorarti, perché solo se avesse il buon senso di farti notare gli errori, tu potresti evitare di commetterli di nuovo in futuro. Se non lo fa, vuol dire che è spinto solo da un maligno desiderio di biasimarti e di sentirsi migliore di te.

Quest'atteggiamento mi ricorda quello tenuto dai bigotti che vanno sempre in chiesa solo per salvare la propria anima e per farsi vedere dagli altri come persone pie e di sani principi morali, e nel contempo si scandalizzano di chi non fa come loro.

Invece io sostengo che chi è convinto di essere nel giusto debba, ovviamente con la dovuta discrezione, rendere partecipi gli altri delle lezioni di vita che sente di aver imparato, in quanto ciò che conta non è il successo del singolo individuo, ma il progresso di tutta la società. Dio, essendo il creatore dell'universo, vuole che tutte le Sue creature siano buone; vuole bene a tutti, perché siamo tutti Sue creature. Ci vuole bene come un artista ama la sua opera dopo che l'ha realizzata. Più sono numerose le creature buone e più Egli è contento. Finora ci hanno insegnato soprattutto ad amarLo, e su questo sono d'accordo anch'io, perché il dono della vita che Lui ci ha fatto è meraviglioso; ma prima ancora che noi amiamo Lui, è Lui che ama noi, non ce lo scordiamo! Dio ci vuole bene, tutti! Non vuole bene solo ai buoni! Se vede qualcuno che si comporta male, Egli non lo condanna; tutt'al più Si dispiace nel vedere che una Sua creatura ha imboccato la strada sbagliata.

Perciò, se vogliamo fare la volontà di Dio e ci sentiamo di stare sulla retta via, cerchiamo di riportare su di essa anche la cosiddetta "pecorella smarrita". Le critiche, se proprio vogliamo farle, facciamole "costruttive"; e, anziché giudicare e condannare gli altri, cerchiamo di confrontarci con loro, parlando, discutendo, scambiando le opinioni, al fine di cercare di giungere a una soluzione che consenta la crescita morale collettiva.


18 luglio 2012

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