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Pensiero 29

Non chiudere mai con nessuno!

 

Secondo un aforisma di Tommaso Moro, "Gli uomini, se qualcuno gli fa un brutto tiro, lo scrivono sul marmo; ma se qualcuno gli usa un favore, lo scrivono sulla sabbia". 

Il senso di questa massima è evidente: gli uomini ricordano bene i torti subiti, ma dimenticano facilmente i favori ottenuti. Per fortuna non tutti la pensano in questo modo, altrimenti al mondo non esisterebbero né lunghi amori né lunghe amicizie. Infatti in ogni rapporto a due è inevitabile che prima o poi uno o entrambi commettano qualche errore a danno dell'altro, e pochi errori, a mio avviso, non devono cancellare le tante gioie che ciascuno dei due ha potuto godere grazie al sentimento che li ha tenuti uniti.

Ho pure notato che in genere le persone, anche quando si ricordano delle buone azioni ricevute, tendono a sminuirle, mentre, al contrario, per quanto riguarda le offese patite hanno la propensione a ingigantirle; e le ingigantiscono a tal punto da considerarle imperdonabili.

Sono molti infatti coloro che paragonano ciascuna relazione umana a un vaso di cristallo che, dopo che si è frantumato in mille pezzi, non si può più riparare.

Io non sono d'accordo con questi: per me è più giusto che ciascuna relazione umana venga paragonata ai rami di un albero che, malgrado siano stati spezzati dalle intemperie, possono rigermogliare e crescere più forti di prima.

Occorre sempre dare agli altri la possibilità di riscattarsi. Sputare sentenze del tipo "Quello con me ha chiuso, perché ha sbagliato troppo" a mio parere è una grave forma di superbia, giacché nessuno, eccetto Dio, ha la facoltà di condannare in modo definitivo un altro individuo.

E concludo questo pensiero citando un noto passo del Vangelo di Matteo (18, 21-22): 

«Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.»

 

2 settembre 2012

 

 

[Tuttavia, se il perdono non ci viene chiesto e se l'altra persona sta con noi al solo scopo di arrecarci danno, siamo (secondo me) autorizzati ad abbandonare, per legittima difesa, il rapporto con quella persona; ma non siamo mai autorizzati a cercare di punire nessuna persona ricambiandole il male che ci sentiamo di aver patito da lei, perché, come ho scritto nel pensiero intitolato Non farti giustizia da solo!, nessuno può essere sicuro di avere ragione.] (Questa parte racchiusa tra le parentesi quadre l'ho aggiunta il 4 maggio 2013)

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