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Pensiero 33

Vivere, non sopravvivere


È ragionevole stringere i denti di fronte a uno o più eventi spiacevoli passeggeri, in attesa che arrivino tempi migliori; viceversa badare solamente a evitare i mali per l'intera durata della vita sarebbe illogico.

Si può tirare a campare per cent'anni, ma, se nel corso di essi non si è mai veramente vissuto, è come se non si fosse mai nati.

È meglio "vivere" per un giorno che "sopravvivere" per cent'anni: che senso avrebbe infatti limitarci a provvedere alle necessità senza mai fare nulla di ciò che ci piace?

La vita è un dono meraviglioso che va apprezzato e gustato ogniqualvolta se ne abbia l'occasione. Perciò non facciamoci mai mancare il tempo libero da dedicare alle nostre passioni e alla contemplazione della bellezza che ci circonda.

Cerchiamo, per quanto possibile, di non rimpiangere il passato, non lamentarci del presente e non preoccuparci troppo per il futuro. Chi si preoccupa troppo per il futuro si rovina anche il presente.

Cerchiamo di prenderci gli opportuni periodi di riposo, cerchiamo di non chiedere troppo a noi stessi; infatti, se cerchiamo di strafare, ci ammaliamo; e comunque le cose fatte quando si è stanchi riescono male.

Non rassegniamoci alle difficoltà e coltiviamo la speranza che prima o poi, con il nostro impegno e l'aiuto di Dio, le supereremo.

Buona fortuna a tutti!


31 gennaio 2013

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